AMONG US! TRA DI NOI

Domenica XXVIII del Tempo Ordinario

Tra di noi, among us

Il re nella parabola raccontata oggi nel Vangelo di Matteo scopre un invitato alle nozze senza vestito. Ma come possibile che un invitato alle nozze, raccolto “ai crocicchi delle strade” abbi potuto indossare già un abito adatto, saràò stato piuttosto vestito come tutti gli altri raccogliticci? Perchè allora viene gettato fuori perchè non ha l’abito adatto?

Più presumibilmente, il re scorge un invitato che è falso, che appare in un modo, ma in verità è altro. Come il gioco che i spopola oggi, che può essere ritradotto per noi, scopri l’assassino, una specie di Cluedo online. Il re butta fuori quella persona che all’apparenza è uno, ma guardando al suo cuore è altro.

Diventa te stesso!

C’è un invito oggi che nasce dagli uomini, “DIVENTA TE STESSO”, molti scrittori, artisti, cantanti, poeti e filosofi lo hanno ribadite in molte salse, chi un modo eclatante, chi in modo più romanzato, chi facendone uno stile di vita visibile e chi vivendo la propria vita ai margini.

Oggi è diventato un mantra, cioè un ritornello chiave, la parola magica che va a giustificare tutte le proprie azioni. Ho dei gusti particolari, sto facendo una scelta piuttosto che un’altra, ho uno stile di vita più che un’altra, e davanti alla domanda legittima del perché si fa in un modo o in un altro. La risposta inattaccabile perché sono io, perché voglio essere qualcuno, perché voglio dare un senso alla mia vita.

Diventare se stessi, bello!

Diventare se stessi, come invito mi piace! Mi piace perché ci mette davanti ad una realtà e ce la fa guadare con attenzione e creatività, mi piace perché l’ideale che si cerca è quello della felicità, spesso bisogno drillo, non solo di se stessi, ma oggi più che ieri si parla di felicità per me, per l’altro e per chi un futuro ci sarà. Ricordiamo la forte attenzione al creato che il mondo, un po’ grazie anche a papa Francesco sta riscoprendo.

Nella vita purtroppo mi è capitato di incontrare ragazzi o adulti che più che diventare se stessi, sono diventati la fotocopia di qualcuno altro. È facile oggi rimanere nel tranello della persona che affascina, che fa e fa vedere cose strabelle, che propone uno stile di vita superlativo, è facile iniziare a seguirlo e non riuscire più a farne a meno, fin ad arrivare al punto, che inconsciamente, non decidi tu più per conto tuo, ma le sue scelte di riflesso scelgono la tua vita. Ciò mi rattrista perché c’è gente che vive su questo, e non mi capacito come possa vivere proponendo cose errate o nascondendosi dietro ad uno stile ed un modo. Mi rattrista e prego perché adulti e ragazzi si inseriscono in questo meccanismo, che al posto di diventare se stessi per quello che sono, diventano se stessi come fotocopie di altri.

Scimmiottare o senza regole

Se da una parte c’è chi “scimmiotta”, che potrebbe essere considerato un modo di diventare se stessi, dall’altra c’è chi fa solo quello che vuole. Per diventare se stesso ritiene che qualsiasi scelta sua, slegata da tutto sia la migliore perché la scelta lui e non si è fatto condizionare da nulla e nessuno.

So che, la mia panoramica, non è né precisa ne puntuale nella sua esposizione, ma parlando di questo Vangelo e mettendolo a confronto con la vita di oggi mi dico, “DIVENTARE SE STESSI” è una questione complicata ed illusoria. Diventare se stessi deve fare i conti con la propria storia, con gli spunti che ognuno può prendere, con il proprio carattere e con chi si incontra, perciò è illusorio dire che sono diventato me stesso o sono diventato me stesso, perché io sono la somma di tutta la mia storia.

Essere cristiani, non è seguire una persona come un Dio?

Carlo Acutis, ragazzo nato nel 1991 e morto nel 2006 a causa di una leucemia fulminante, beatificato ieri nella Basilica superiore di Assisi. Era solito parlare della vita così “Sei nato originale, non vivere da fotocopia”. diventare se stessi è una questione di interiorità e di relazione con Dio. A te stesso puoi mentire, puoi ingannare gli altri, ma davanti a Dio sei te stesso. E ciò non è motivo di condanna o di giudizio, Dio ti ama per come sei.

A Dio puoi raccontare ogni cosa: rabbia, gioia e tristezza perché ti conosce e ti capisce, non occorre fingere con Lui.

E Scorse un uomo senza l’abito nuziale

Se vogliamo nella nostra vita ESSERE SE STESSI non occorre far altro che cercare la felicità, non rifiutare l’invito di Dio e partecipare alle sue nozze.

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